Come ottenere il massimo dai freni a tamburo

    • I freni perfettamente mantenuti assorbono il 70% del carico trainato
    • La tecnologia è semplice, sicura e di facile manutenzione
    • Intervalli di manutenzione consigliati ogni 5.000 km o una volta all’anno

     

    "La tecnologia del freno a tamburo è semplice ed economica. E con freni a tamburo perfettamente mantenuti, la prossima vacanza sarà sicuramente un'esperienza indimenticabile."

    Florian Vorreiter AL-KO Academy

    Tecnologia semplice, ben accolta ovunque

    Il freno a tamburo, sui caravan e sui rimorchi leggeri, resta ancora lo standard di riferimento. Ogni giorno ne circolano milioni in tutto il mondo. Alcune informazioni fondamentali dagli esperti di AL-KO VT aiutano soprattutto chi è alle prime armi con il caravan a ottenere il meglio dai freni a tamburo anche dopo decine di migliaia di chilometri su strada e fuoristrada.

    I freni a tamburo sono veri maestri nei compiti più gravosi. Grazie al loro alloggiamento quasi completamente chiuso, anche durante la guida su terreni difficili lo sporco difficilmente arriva alle ganasce dei freni. Florian Vorreiter della AL-KO VT Academy presso AL-KO Vehicle Technology Group spiega: “Acqua salata, pietrisco, ghiaia, polvere: tutto questo può danneggiare poco il solido tamburo metallico. Le ganasce restano ben protette all’interno del tamburo.” Ecco perché nemmeno i lunghi periodi di inattività, tipici dei caravan, rappresentano un problema. Con una manutenzione corretta, le distanze tra il materiale d’attrito e la parete interna del tamburo – il cosiddetto gioco libero – sono di appena 0,5–1 mm. Quando il conducente del veicolo trainante preme sul freno, il rimorchio avanza premendo così il tirante presente nell’dispositivo repulsore. Questa forza viene trasmessa tramite una leva di rinvio, una serie di aste e cavi Bowden ai freni a tamburo del caravan. Le ganasce vengono spinte verso l’esterno, superano il gioco libero e fanno attrito sull’interno del tamburo. Vorreiter: “La leva di rinvio fa sì che i cavi Bowden debbano essere tirati per 3–4 mm prima di annullare il gioco libero.”

    I freni a tamburo del caravan frenano di solito circa la metà del peso proprio dell’intera unità trainata, alleggerendo notevolmente i freni del veicolo trainante. “I freni AL-KO VT mantenuti correttamente assorbono fino al 70% del carico trainato”, afferma Vorreiter. Quando il conducente del veicolo trainante rilascia il pedale del freno, il tirante nel dispositivo repulsore viene estratto e i cavi Bowden vengono scaricati. Inoltre, le molle di ritorno riportano le ganasce nella loro posizione iniziale. Nonostante i freni a tamburo resistano bene alle condizioni ambientali sfavorevoli, si prestano bene anche a migliaia di chilometri percorsi. Sono considerati poco soggetti a usura. “La tecnologia complessiva è semplice, sicura e di facile manutenzione”, dichiara Vorreiter. “Se prima della partenza non si riesce a passare in officina, praticamente qualsiasi officina qualificata, in Italia o all’estero, può intervenire: è un grande vantaggio quando si è lontani da casa.” Regolazione dei freni, rimozione dei residui, sostituzione delle pastiglie, controllo e lubrificazione dei punti di ingrassaggio: tutte operazioni semplici per i professionisti dell’officina.

    Fare manutenzione più spesso per risparmiare

    Chi vuole prendersi cura dei freni a tamburo del caravan deve rispettare gli intervalli di manutenzione raccomandati. Ogni 5.000 km o una volta all’anno, personale qualificato dovrebbe effettuare un controllo dei freni. La parte più importante della manutenzione ordinaria consiste nel pulire i componenti, aspirare e smaltire la polvere dei freni all’interno del tamburo prima che possa depositarsi sulle parti in movimento. Allo stesso modo vanno mantenuti liberi gli organi mobili e, soprattutto, va regolata correttamente la frenata. “Tutto ciò viene eseguito rapidamente in officina e previene danni successivi”, puntualizza Vorreiter. “Se si trascura la manutenzione, può diventare necessario sostituire delle componenti, con costi ben più elevati rispetto a una semplice pulizia. Temperature troppo elevate possono far evaporare le resine delle ganasce e vetrificarle. Se le ganasce sono danneggiate o, nei punti più sottili, sono inferiori ai due millimetri di spessore, vanno sempre sostituite su entrambi i lati dell’asse.”

    Non serve rodare intensamente le nuove ganasce

    Oltre agli interventi programmati in officina, è prevista da AL-KO VT una verifica dopo i primi 500 km percorsi, dopo la sostituzione delle ganasce o sui veicoli nuovi. Vorreiter: “Nei primi chilometri la superficie delle ganasce e del tamburo non coincidono ancora perfettamente. La coppia di attrito deve ancora assestarsi.” Tuttavia, in queste fasi iniziali si dovrebbe evitare qualsiasi frenata "decisa" volontaria. “L’energia di attrito inizialmente non si distribuisce ancora in modo ottimale su tutta la superficie delle ganasce. In casi estremi, le zone che frenano per prime possono surriscaldarsi e vetrificarsi. Questo può comportare la perdita di efficacia del freno.” Rodare le ganasce significa dunque: guidare con lungimiranza, evitare frenate intense e lunghi tratti di montagna. Se non si può evitare un passo, meglio prevedere soste per il raffreddamento.

    Controllare da soli lo spessore delle ganasce, la regolazione meglio lasciarla all'officina

    I proprietari possono occuparsi da soli della verifica delle ganasce. Sul lato interno del tamburo si trovano due coppette parapolvere in plastica. Una delle due offre la vista su una delle ganasce: deve essere spessa almeno due millimetri. Se è più sottile, è necessario fissare quanto prima un appuntamento con la propria officina di fiducia. Vorreiter: “Chi rispetta i controlli periodici non deve preoccuparsi più di tanto. I professionisti sanno subito se le ganasce presenti sono adatte a un altro viaggio importante oppure vanno sostituite.” Dietro la seconda coppetta si regola il gioco libero. Delle tante soluzioni discusse per regolare il gioco con un cacciavite e un po' di sensibilità, l’esperto Vorreiter sconsiglia: “Con il cacciavite si può girare la ghiera finché la ruota resta bloccata. Tuttavia, se servano quattro, sei o magari dodici scatti per ottenere la distanza ideale tra ganascia e tamburo, andrebbe invece sempre misurato.” I professionisti capiscono subito, al controllo, se le ganasce sono danneggiate o consumate in modo irregolare. “Anche questa verifica è fondamentale, se si vogliono avere freni regolati in modo corretto”, conclude Vorreiter.

    Rumori? Fanno parte della normalità

    I nuovi freni a tamburo potrebbero produrre un leggero attrito quando la ruota gira libera. I rumori in frenata sono assolutamente normali, e possono andare dal leggero raschiare al cigolio, a varie frequenze. Vorreiter: “Il tamburo metallico e lo scudo freno possono entrare in risonanza e amplificare i rumori all’interno. Un ambiente umido può portare, dopo lunghe soste, a generare suoni al primo utilizzo dei freni.” Tuttavia cigolii persistenti o rumori particolarmente intensi possono essere più di semplici fastidi. Vorreiter: “Potrebbero indicare che è ora di fissare un nuovo controllo in officina.”

    Temperatura di esercizio e guida preventiva

    I freni a tamburo raggiungono la massima efficienza intorno ai 100°C. Vorreiter: “Sulle discese di montagna o in caso di più frenate consecutive possono arrivare tranquillamente a 200–300°C. Tutto ciò che supera i 400°C è però eccessivo.” Uno sfregamento intenso – dovuto alla rottura di una molla di ritorno, eccessivo materiale d’attrito rimasto a causa di una mancata manutenzione o ganasce vetrificate o danneggiate – può provocare surriscaldamento. Un effetto analogo lo si ottiene frenando leggermente e in modo continuo nelle discese di montagna. “Il lasciar scorrere i freni sviluppa molto calore”, sottolinea Vorreiter. “Nelle situazioni di carico continuo, il vento e la dispersione termica non sono più in grado di dissipare velocemente il calore.” A temperature estreme le ganasce possono vetrificarsi e persino rompersi. Vorreiter: “Nel peggiore dei casi la potenza frenante si riduce. E se la temperatura si alza troppo anche il grasso del cuscinetto ruota può perdere efficacia.”

    Guidare con intelligenza, mantenere con criterio

    Chi è curioso di sapere se durante l’ultimo viaggio uno dei freni si è surriscaldato, difficilmente potrà rilevarlo dopo il fatto. Segnali possono essere: zone scure sul cerchio, tamburi e scudi freno bianchi per il calore, oppure i piccoli tappi in plastica sul retro dello scudo freno che fondono a circa 300°C. Vorreiter: “I valori come 300 o 400°C sono ipotetici: nella pratica, quasi nessuno ha con sé un misuratore, anche perché conta la temperatura dentro il freno e per quanto tempo resta elevata.” Per evitare il surriscaldamento, durante le discese è meglio frenare più energicamente ma meno frequentemente. Se il tracciato lo consente, può essere utile anche accelerare ogni tanto, così da riportare il convoglio in tensione. Questo previene la cosiddetta marcia di trascinamento, ovvero lo sfregamento costante delle ganasce. In ogni caso, è importante adeguare la velocità con la dovuta attenzione.

    I conducenti devono ricordare che molti veicoli trainanti moderni attivano automaticamente il freno motore. “In pratica il veicolo rallenta senza che si prema il pedale del freno. Per il rimorchio però, ogni riduzione di velocità corrisponde a una nuova frenata.” Questo può mettere sotto stress i freni del rimorchio. Nelle lunghe discese può quindi essere sensato prevedere delle pause per far raffreddare i freni; approfittarne per un caffè è sempre una buona idea. Al caravan bisogna garantire sempre controlli e manutenzioni periodiche prima di ogni lungo viaggio. Vorreiter: “La tecnologia del freno a tamburo è semplice ed economica. E con freni a tamburo ben mantenuti la prossima vacanza sarà sicuramente un successo.”

    Frenare in sicurezza, arrivare rilassati!

    I freni sono il cuore della sicurezza alla guida del caravan. Il nostro responsabile dell’assistenza Florian Vorreiter mostra assieme a Dennis di Gogo4Camper in due video a cosa fare attenzione:

    • Consigli di manutenzione per freni affidabili
    • Il comportamento corretto in situazioni di guida impegnative
    • Maggiore sicurezza e controllo su ogni percorso

    Video 1 & Video 2